Difendersi dai furti, ecco come fare
Con l’arrivo del periodo estivo e delle vacanze si ripropone ogni anno il problema di lasciare la propria casa incustodita per un periodo più o meno lungo. Dai nuovi sistemi di allarme alle porte blindate, ecco una serie di consigli per proteggere l'abitazione dai ladri

Quando il gatto non c’è, si sa, i topi ballano e quelli da appartamento non fanno certo eccezione. Con l’arrivo dell'estate e delle vacanze si ripropone ogni anno il problema di lasciare la propria casa incustodita per un periodo più o meno lungo. In Italia, infatti, nonostante la flessione registrata negli ultimi anni, i furti in appartamento continuano a essere frequenti, soprattutto al centro nord e nelle grandi città. Nel 2007, stando alle statistiche più recenti diffuse dal Ministero dell’Interno, la media nazionale è stata di quasi 280 furti in appartamento per 100mila abitanti. Tra le città più colpite, le grandi metropoli come Milano (15.006), Roma (11.355) e Torino (11.149) che, proprio in estate, si svuotano lasciando più spazi di azione ai malviventi. Cosa fare per difendersi? Ecco una serie di indicazioni utili.
Sicurezza contro i furti. Come orientarsi nella scelta
Esistono due tipi di sicurezza: attiva e passiva. Quella attiva si riferisce all’insieme degli impianti atti a rilevare e segnalare la situazione di pericolo (come antifurti o antintrusione) mentre quella passiva interviene nel momento in cui fisicamente viene effettuata un’effrazione (serrature, porte blindate, cassaforti, ecc). Due esperti del settore ci spiegano come scegliere e a cosa prestare attenzione: Fausto Faustini, responsabile ricerca e sviluppo del gruppo Cisa (azienda leader nel settore dei sistemi di chiusura), per quel che riguarda la parte passiva ed Eddo Quaggia, coordinatore della Sezione Installatori di ANIE/ANCISS per la parte attiva.
ANTIFURTI E ANTI INTRUSIONISicurezza contro i furti. Come orientarsi nella scelta
Esistono due tipi di sicurezza: attiva e passiva. Quella attiva si riferisce all’insieme degli impianti atti a rilevare e segnalare la situazione di pericolo (come antifurti o antintrusione) mentre quella passiva interviene nel momento in cui fisicamente viene effettuata un’effrazione (serrature, porte blindate, cassaforti, ecc). Due esperti del settore ci spiegano come scegliere e a cosa prestare attenzione: Fausto Faustini, responsabile ricerca e sviluppo del gruppo Cisa (azienda leader nel settore dei sistemi di chiusura), per quel che riguarda la parte passiva ed Eddo Quaggia, coordinatore della Sezione Installatori di ANIE/ANCISS per la parte attiva.
Imprese a norma. “Attenzione – ammonisce Quaggia - oltre il 90% delle aziende che offrono sistemi di sicurezza non sono autorizzate”. Come riconoscere dunque una società qualificata?
1) E’ bene verificare che si tratti di un’impresa certificata .
2) Deve essere un’azienda iscritta alla Camera di Commercio e se poi fa parte di un’associazione riconosciuta e visibile anche meglio.
3) A fine lavoro deve rilasciare ricevuta fiscale o fattura e una dichiarazione di conformità di buona esecuzione dei lavori.
“Pochi lo sanno – spiega Quaggia - ma affidarsi a un’azienda non certificata mette il consumatore nella stessa posizione di chi offre il servizio, rendendolo passibile di multa (fino a 2500 euro). Segnali di inaffidabilità dell’impresa sono percettibili sia quando questa offre servizi in nero sia nel caso in cui dichiari di non poter collegare l’impianto di allarme con la stazione dei Carabinieri. Questi ultimi, infatti, accettano esclusivamente aziende certificate”.
I modelli più comuni. Prima di installare un sistema antifurto, ci si deve porre le seguenti domande: come è fatta e quanto è grande l'abitazione? A che piano si trova? Quali sono i valori da proteggere? Esistono molti tipi di sistemi di allarmi, i più diffusi sono il perimetrale e il volumetrico. Il perimetrale viene installato lungo le pareti esterne dell'abitazione e suona solo se vengono aperte finestre, porte finestre e porte di ingresso. Il volumetrico ha dei sensori che controllano l'interno degli ambienti: al passaggio di persone, il sensore invia un segnale che fa scattare la sirena o il collegamento con la polizia. L'ideale è integrare i due sistemi così se il ladro riesce a superare il perimetrale, scatta comunque l'allarme volumetrico.
Costi. “Prendendo in esempio un appartamento da 70-100 metri quadri, con 6-7 finestre – spiega Quaggia - se si decide di installare un allarme perimetrale, 3 rilevatori volumetrici, una sirena interna e una esterna con gestione con codice numerico e sistema di comunicazione via telefonino il costo dovrebbe ammontare a circa 2.500 Euro + IVA in caso di sistema filare e a 3000-3500 Euro + IVA in caso di sistema wireless”.
Tecnologia intelligente. Può essere utile anche montare una webcam all’interno dell’appartamento, nel luogo che si intende controllare più di frequente (per esempio, l’ingresso). La videocamera manda le riprese effettuate direttamente sul telefonino .
Accorgimenti generali. Lasciare in casa una radiosveglia attiva che suoni di tanto in tanto, installare una luce ad intermittenza che saltuariamente si accenda e si spenga, mettere dei coperchi o dei contenitori metallici dietro le porte e le finestre.
Riservatezza. Non divulgare troppe informazioni sui propri dispositivi di sicurezza a persone che non appartengono alla stretta cerchia familiare.(fonte vademecum Anie)
Chiavi. Se si ha anche il più piccolo dubbio che le chiavi di sicurezza dell'abitazione siano state per qualche ragione compromesse, o smarrite, provvedere sempre all’immediata sostituzione delle serrature.
Documenti. Conservate i documenti personali nella cassaforte o in un altro luogo sicuro (fonte: Carabinieri)
Citofono. Mettete solo il cognome sia sul citofono sia sulla cassetta della posta per evitare di indicare il numero effettivo di inquilini (il nome identifica l'individuo, il cognome la famiglia).